Hayabusa2 crea un cratere artificiale sull’asteroide Ryugu

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Hayabusa2 crea un cratere artificiale sull’asteroide Ryugu

Hayabusa2 crea un cratere artificiale sull’asteroide Ryugu

Un nuovo obiettivo è stato portato a termine dalla navicella giapponese Hayabusa2 che, dopo aver prelevato un campione dalla superficie di Ryugu, è riuscita a creare un cratere artificiale sull’asteroide, operazione portata a termine a fini di studio.
L’esperimento nasce con l’intento di capire meglio la formazione dei crateri sugli asteroidi, e per farlo è stato usato un esplosivo in grado di scalfirne la superficie. Come potrete ben immaginare, si è trattato di un’operazione complessa che si è svolta in più fasi: la prima ha riguardato il dispiegamento del SCI (Small Carry-on Impactor) sulla superficie, successivamente Hayabusa2 ha dovuto posizionarsi a distanza di sicurezza e fuori dalla potenziale traiettoria dei detriti. E’ stato quindi eseguito uno spostamento laterale della navicella seguìto da un abbassamento, in modo tale da ridurre del tutto i rischi, letteralmente “nascondendosi” in posizione sicura.
Durante la fase di allontanamento è stata rilasciata la DCAM3, in modo tale che l’azione potesse essere monitorata e fotografata a circa 1 km di distanza. Il modulo DCAM3 è dotato di due fotocamere , una digitale ad alta risoluzione e una analogica a bassa risoluzione, in grado di ritrasmettere le immagini in tempo reale.

Hayabusa2 crea un cratere artificiale sull’asteroide Ryugu

Il SCI è riuscito nell’intento, e nella foto superiore sono visibili i detriti sollevati dall’esplosione. Ora si passerà alla fase di studio del cratere artificiale, ed è peraltro possibile che Hayabusa2 tenti il recupero di un altro campione, questa volta però proveniente da sotto la superficie.
Per quanto riguarda la grandezza del cratere creato, una stima approssimativa effettuata dal team JAXA parlava di una larghezza di circa 10 mt, mentre il margine di errore per l’impatto risultava di circa 200 mt (il rischio di trovare superfici di diverse densità è sempre presente). Al momento non sono noti i risultati precisi dell’operazione e nemmeno le dimensioni del cratere creato, probabilmente ne sapremo di più nei prossimi giorni.
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