Una strada di segreti intitolata a una ninfa …

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Una strada di segreti intitolata a una ninfa innamorata

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Via Rosemarine è una piccola stradina della parte alta di Nunziata, frazione di Mascali. A duecento metri sorge la chiesa della Nunziatella risalente al V secolo. Ma chi è Rosemarine? Cosa c’entra con Nunziata? Perché gli è stata addirittura dedicata una via? E soprattutto, cosa è accaduto e accade ancora oggi nel segno di Rosemarine? Ad infittire il mistero il fatto che durante i lavori di restauro della Nunziatella sono state rinvenute migliaia di ossa umane: un aspetto normale per gli storici, dato che tre secoli fa non esistevano cimiteri, ma a cui legare storie celate nel mistero per gli amanti dell’esoterismo. Effettivamente ci sono alcuni giorni in cui degli episodi quantomeno curiosi vengono registrati nei pressi dell’antica chiesetta: apparecchi elettronici che improvvisamente perdono la loro carica, bussole che impazzite perdono l’orientamento e strane correnti freddissime che non si capisce da dove arrivino. Le testimonianze degli abitanti del quartiere sono concordi. C’è qualcosa di inspiegabile attorno alla chiesa paleocristiana.
Occorre risalire alla notte dei tempi per rintracciare il nome di Rosemarine, che figura alle origini della storia di Mascali. Rosemarine era una ninfa alla quale è legata una suggestiva storia. Nelle pendici orientali dell’Etna – dove oggi sorge la frazione di Nunziata – in una valle ricca di palme e di freschissime acque, viveva una ninfa tanto bella quanto leggiadra. Si chiamava naturalmente Rosemarine.
Di lei si era perdutamente innamorato un giovinetto di nome Mascali. Rosemarine ricambiava l’amore del giovinetto, rifiutando le amorose profferte dello zoppo Vulcano, il dio del fuoco, che aveva la sua spaventosa officina dentro le viscere dell’Etna. Vulcano, in preda all’ira dettata dal geloso furore, scagliò un ruscello di lava incandescente contro il giovinetto Mascali e lo incenerì. Rosemarine, disperata, non volle sopravvivere alla morte del suo amato Mascali e si lanciò nella lava infuocata, scomparendo in essa per sempre. A ricordo di questo amore sfortunato fu dato il nome di Mascali al piccolo villaggio nato in quei luoghi, veramente ricchissimi di vegetazione e abbondanti acque.
La chiesa della Nunziatella, sorta verosimilmente con la nascita dell’antico borgo di Mascali intorno al Cinquecento, pare sia stata eretta proprio nei pressi di un arcaico luogo legato alla rievocazione della ninfa Rosemarine. Un luogo quindi dove si intrecciano leggenda, riti pagani, esoterismo e fede cristiana.
Il 28 novembre 1928 la leggenda entrò prepotentemente – e incredibilmente – nella storia recente di Mascali: le lave dell’Etna, scaturite dai crateri dei Montarsi, distrussero Mascali, lasciando intatta una palma, sebbene completamente circondata dal magma incandescente. I vecchi mascalesi del secolo scorso trassero la conclusione che si trattasse di una seconda vendetta nei confronti di Mascali e di un postumo omaggio di Vulcano a Rosemarine, il cui simbolo è la palma, che stranamente cresce copiosa nel Mascalese.
Ma cosa vi è di realmente mistico ancor oggi percepibile nella chiesetta e nella via Rosemarine? Anziani sono pronti a giurare che nei trenta giorni che precedono il solstizio d’inverno, nelle notti di luna piena, nei pressi della Nunziatella si può udire la voce della bella ninfa Rosemarine. C’è anche chi dice che alla ninfa sono legati riti magici, forse ancora oggi attivi, misti a riti di evocazione di spiriti.
Di: Alberto Cardillo
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