Quando la Spiritualità ci viene in soccorso …

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Quando la Spiritualità ci viene in soccorso nella vita di tutti i giorni

Nell’attuale società in cui viviamo, malata e disorientata, che vive e vegeta lontano dal senso dei valori spirituali della vita, caratterizzata da una cultura in prevalenza ‘laicista’ e ‘materialista’ che attraverso il dubbio e l’indifferenza sui valori della vita alimenta subdolamente l’espulsione di Dio dalle coscienze dell’uomo, occorre salvaguardare con fermezza la centralità e la dignità della persona umana.
In questo momento storico la nostra società vive una grave situazione di crisi esistenziale dove prevale un accentuato individualismo, accompagnato da intolleranza e mancanza di rispetto dell’altro. La persona manca di punti di riferimento, l’egoismo si è sostituito all’amore. Dilaga uno strisciante relativismo che mira a spersonalizzare l’identità della persona, per cui non importa se sei credente, ateo o agnostico, non importa se sei cristiano, cattolico, ebreo, protestante, musulmano o altro, non importa se pratichi il bene o ti comporti male, non importa se dici il vero o affermi il falso. Siamo sommersi prevalentemente da informazioni negative e da atteggiamenti provenienti dai social network fine a se stessi, privi di contenuti e vuoti, spesso caratterizzati da espressioni o linguaggi scurrili e offensivi che inevitabilmente innescano contrapposizioni verbali fino a scaturire nell’odio tra persone.
I mass media, sotto la spinta di campagne pubblicitarie subdole e spesso anche ingannevoli, spingono le persone a cercare soddisfazione nell’acquisto di beni materiali. Il fascino esercitato dal possesso materiale, al giorno d’oggi, ha raggiunto una forza mai registrata nel passato, al punto da essere prioritaria rispetto alle attività sociali e culturali volte a migliorare la qualità e il senso della vita della persona. L’uomo sembrerebbe valere solo per quello che possiede, e non per quello che rappresenta nel senso esistenziale.
Rileviamo, anche, un “umanesimo generalizzato” per cui alla fine siamo tutti brava gente, una pacca sulle spalle e un vogliamoci bene. Ma in realtà nelle città dilagano violenze e orrori, si uccide con inaudita efferatezza, emergono tra i giovani fenomeni di bullismo e delinquenza minorile, molti matrimoni sono in crisi, spesso genitori e figli sono allo sbando. Questo perché l’egoismo induce l’uomo a considerarsi come il padrone della vita degli altri, lo scopo della vita è acquisire potere in funzione del benessere e dei propri bisogni. Pervasi dall’ansia di una libertà animata dalla rivendicazione delle proprie autonomie e dal rispetto del proprio individualismo, condizionati sempre più massimamente e passivamente dai mass-media, disorientati da un generalizzato soggettivismo morale, confusi da una campagna umanitaria intrisa di buonismo e male interpretata, alla fine ci ritroviamo di fronte ad una caduta preoccupante dei valori religiosi della vita.
Queste nuove realtà, rese ulteriormente inquietanti dal ritmo di vita frenetico che non sempre concede pause di riflessione, hanno ingenerato confusione, difficoltà e smarrimento. Hanno indotto nell’uomo moderno una mentalità indifferente, talvolta anche ottusa, incline ad essere guidata più dalla propria ideologia che dalla ragione o dal buon senso comune. Nel contesto di una società multimediale, caratterizzata da un vorticoso susseguirsi di immagini e di parole vuote che tendono a stordire le persone spingendole passivamente e subdolamente a modelli di vita improntati all’arroganza e alla violenza, alla prepotenza e al successo, all’apparire e all’avere a scapito dell’essere, oggi appare più che necessario e indispensabile fermarsi un attimo e dedicare brevi spazi alla riflessione, per andare alla ricerca di quei valori essenziali ed esistenziali che ci consentano di interpretare e di capire l’esperienza umana della vita.
Anche se siamo consapevoli di non poter cambiare nell’immediato gli eventi più o meno spiacevoli che si avvicendano nel nostro quotidiano, possiamo però cambiare il modo in cui li affrontiamo, imparando a guardare il mondo e gli altri con occhi diversi, con rispetto, serenità e ottimismo. Lasciandoci guidare dalla luce che si irradia dal profondo del nostro essere, contando sulla capacità insita in ciascuno di noi di seguire la nostra voce interiore, acquisiremo la consapevolezza del cammino da intraprendere o delle scelte giuste da fare. E’ cosi che potremo raggiungere uno “status spirituale”, quel benessere interiore che ti fa accettare con serenità tutte le cose della vita, facendo sbocciare l’armonia, la serenità e la calma interiore, perché dove ci sarà la pace non ci potrà essere l’astio, dove ci sarà l’amore non ci potrà essere l’odio.
La nostra religiosità deve cercare motivazioni e fondamento sulla fede e sull’amore. Diversamente daremmo credito a coloro che affermano che la religione è l’oppio dei popoli, noi invece affermiamo che è la via per conoscere meglio se stessi e per comprendere il vero valore della vita: “chi siamo” “dove andiamo” “donde veniamo”
Il senso e gli obiettivi che si prefigge questa nuova iniziativa, che va ad arricchire la rubrica di “Cultura Biblica” sul Corriere di Ragusa, è quello di …suscitare uno stimolo di riflessione al fine di orientare la qualità della vita, per viverla meglio con spirito di serenità, di gioia e di amore.
L’autore con “Parole di Vita” intratterrà il lettore con brevi e semplici frasi tratte dai Vangeli e dalla tradizione sapienziale popolare, nella speranza di … “stimolarlo a intraprendere la giusta strada” e … “a seguire la voce del cuore”.
La sezione “Spiritualità”, curata da Arianna Caruso, docente in Lingua Italiana presso l’Università di Singapore, intende guidare il lettore a intraprendere gradualmente un nuovo percorso spirituale, un viaggio verso la conoscenza più profonda del proprio essere. Anche se, per alcuni aspetti, si ispira alle discipline di meditazione della spiritualità orientale, per lo più avulse da una confessione di fede, la rubrica “Spiritualità” di Arianna Caruso, a mio avviso, ha punti d’incontro comuni con la “spiritualità biblica”, che ne potrebbe uscire arricchita e corroborata. Spero che “il lettore” apprezzi lo sforzo ermeneutico profuso nel fare incontrare valori spirituali differenti, culture e tradizioni per molti aspetti distanti tra loro, sia sul piano speculativo che metodologico.
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