L’Ispra avverte: troppe specie aliene …

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L’Ispra avverte: troppe specie aliene nei nostri mari

Rinvenute Molte Specie Aliene nei nostri mari

Secondo l’ente di ricerca le nuove specie aliene introdotte nei nostri mari sono un pericolo per la biodiversità marina
Può raggiungere i venti centrimetri di lunghezza e prende il nome dal colore della bocca tendente leggermente al rosa. Si chiama Redlip blenny (Ophioblennius atlanticus) – in italiano vuol dire la Bavosa dalla bocca rossa – ed è la 27esima specie ittica introdotta dall’uomo in acque italiane. Sommata alle altre 16 entrate naturalmente dallo stretto di Gibilterra, porta ad un totale di 43 nuove specie di pesci presenti nei mari italiani. Appartenente alla famiglia dei blennidi, o bavose, questa specie, molto comune nelle isole oceaniche e facilmente osservabile nell’arcipelago delle isole Canarie, si nutre principalmente di alghe e detriti. Durante la stagione riproduttiva, i maschi utilizzano piccole cavità del fondale roccioso come nidi.
MEDITERRANEO «INVASO» DALLE SPECIE ALIENE – La specie, identificata nel luglio del 2017 durante un monitoraggio scientifico condotto da ricercatori dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) insieme a tecnici dell’Area Marina Protetta delle Isole Pelagie, sembra essere arrivata tramite il trasporto navale: uno dei principali vettori nella diffusione di specie aliene negli ecosistemi marini. A documentarne la presenza una ricerca pubblicata sulla rivista «BioInvasion Records» , che sottolinea l’importanza di monitorare aree strategiche e ad alto valore ambientale e culturale come, appunto, le aree marine protette, per identificare quanto prima nuove specie biologiche. «La diffusione di specie invasive rappresenta un’importante minaccia per la biodiversità marina – afferma Fabio Bulleri, docente di biologia all’Università di Pisa -. Se sulla terraferma le interazioni tra suolo e piante sono ben documentate e ampiamente riconosciute tra i processi che regolano l’insediamento di specie non native, questa è la prima volta che il fenomeno viene osservato in un ambiente marino».
OLTRE MILLE SPECIE IN 25 ANNI – Il Mediterraneo, in seguito al riscaldamento delle acque e all’aumento del traffico attraverso il Canale di Suez, è oggi uno dei mari maggiormente colpiti dall’invasione tropicale. Nell’elenco più recente si contano 116 specie di pesci, seguiti dai molluschi (137), dalle alghe (110) e dai crostacei (70): tutti alieni. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista «Mediterranean Marine Science», sarebbero oltre mille le specie entrate nel Mediterraneo nell’ultimo secolo. Così oggi tra la Spagna e il Medio Oriente si contano almeno 955 organismi viventi prima assenti, localizzati soprattutto nel tratto compreso tra Grecia e Turchia (718), Italia e Spagna (328), canale di Sicilia (267) e mar Adriatico (171). «L’aumento costante registrato negli ultimi 25 anni è senza precedenti – avverte Franco Andaloro, a capo del dipartimento uso sostenibile delle risorse dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) -. Sono aumentate le specie aliene ed è cambiato il loro comportamento». Di conseguenza pure le abitudini alimentari «se la pesca e la gastronomia si sono sempre modellate sulla biodiversità animale».
Di: Fabio Di Todaro
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