Si prepara il successore dell’acceleratore …

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Si prepara il successore dell’acceleratore più grande del mondo

Progetto Pronto per l’Acceleratore più grande del Mondo

Arrivano i primi dettagli dell’erede dell’acceleratore di particelle più grande del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra che nel 2012 ha scoperto il bosone di Higgs: si chiamerà Future Circular Collider (Fcc), avrà una circonferenza di circa 100 chilometri contro quella di 27 chilometri del suo predecessore, un costo previsto di 9 miliardi di euro e, grazie a una nuova generazione di magneti superconduttori, potrà raggiungere l’energia di 100.000 miliardi di elettronvolt (100 TeV), contro i 14 TeV di Lhc. Il progetto, in quattro volumi e nato dal contributo di oltre 1.300 ricercatori di 150 istituti e università, è stato presentato oggi al Cern di Ginevra e presenta diverse opzioni che i fisici delle particelle dovranno esaminare nei prossimi due anni.
Il confronto tra l’Fcc e i più grande acceleratori di particelle attuali (fonte: CERN)
La preparazione del progetto è iniziata nel 2014 e prevede che nel futuro acceleratore Fcc avvengano collisioni fra elettroni e protoni e fra elettroni e ioni a energie e intensità impossibili per gli attuali acceleratori di particelle. “Il progetto dell’Fcc è un traguardo notevole”, ha osservato il direttore generale del Cern, Fabiola Gianotti. “Indica – ha aggiunto – lo straordinario potenziale dell’Fcc nel migliorare le nostre conoscenze di fisica fondamentale e di mettere a disposizione della società nuove tecnologie che potrebbero avere un impatto importante”.
L’Fcc sarà in tutti i sensi l’erede dell’acceleratore Lhc: proseguirà, ad esempio, la ricerca sul bosone di Higgs e sulla natura di questa particella, che potrebbe aprire le porte su una fisica completamente nuova rispetto a quella proposta dall’attuale modello di riferimento della fisica contemporanea, il Modello Standard. Si prevede che la nuova macchina potrà funzionare per un periodo di 15-20 anni e potrebbe cominciare a prendere dati a partire dal 2040. Alla fine della sua attività, entro il 2060, potrebbe essere sostituita da un acceleratore di protoni.
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