Quell’Ufo nei cieli di Campo di Mare (Rm)

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Quell’Ufo nei cieli di Campo di Mare (Rm)

Ancora una testimonianza choc sulla costante presenza di oggetti volanti non identificati nel nostro comprensorio. Il racconto di una mamma di Cerveteri
Torniamo sul tema degli avvistamenti di UFO nel nostro territorio. La nostra prima intervista a Emiliano Gaudiello ha sollevato il velo su una realtà solo apparentemente priva di testimonianze. E’ emblematico che tutti quelli che ci hanno contattato per raccontare la propria esperienza, ci hanno confessato di non aver mai avuto il coraggio di farlo prima. “Non volevamo passare per pazzi”, è la farse più comune che abbiamo sentito. Anche stavolta abbiamo raccolto la testimonianza di una persona comune, che vive a Cerveteri da sempre, una mamma, che non aveva mai avuto prima il minimo interesse o conoscenza su gli UFO. Un testimone che per noi è serio e credibile, e per questo ve lo proponiamo. Quello che ci ha raccontato non è la solita testimonianza di una luce strana o di un oggetto lontano che si muove in modo eccessivamente veloce o impossibile per l’attuale tecnologia. Leggerete invece di un avvistamento estremamente fisico e terribilmente ravvicinato, tanto da poter osservare i particolari della struttura della parete inferiore dell’oggetto volante. Di fronte a queste testimonianze e, soprattutto, considerando la qualità dei testimoni, è difficile rimanere indifferenti. Si può naturalmente restare scettici ma, a meno di non mettere in discussione la correttezza delle persone che hanno vissuto l’esperienza, difficilmente si può dare una spiegazione razionale a quanto ci hanno raccontato. Il testimone che abbiamo intervistato oggi non ha voluto, per riservatezza, rendere pubblico il suo nome completo. La conosceremo quindi come Manuela L..
Signora Manuela, ci può raccontare la sua esperienza?
“Era luglio del 2008, e mi trovavo a Campo di Mare. Era notte. Avevo voglia di prendere un po’ di aria, e sono andata, in macchina, davanti ad uno degli ultimi stabilimenti verso Ladispoli. Mi sembra che si chiami Ocean Surf. Stavo ferma dentro la macchina, ma faceva troppo caldo e sono scesa. Non si respirava, e sono andata a piedi verso la spiaggia. Ho alzato poi lo sguardo verso l’orizzonte, e ho visto una piccola luce in fondo. Niente di particolare. Poteva essere un aereo o una stella. Poteva essere qualsiasi cosa, ma sono rimasto a guardarla perché aveva una luce strana. Era una luce molto bianca. Lo so che sembra strano, ma è come se io e quella luce ci fossimo guardati. Appena ho cominciato a fissare quella luce, questa è cominciata a diventare sempre più grande. Sempre più grande… A questo punto mi sono impaurita. Mi sono agitata e sono scappata. Sono arrivata alla portiera della macchina, ma l’oggetto, in un attimo, era già sopra la mia testa”.
Quanto era grande questo oggetto volante?
“Era grande. Era di forma triangolare. Aveva una dimensione di forse 25 metri per lato”.
Era proprio grande. Quasi 270 metri quadri. E quanto volava alto?
“Alto? Basso vorrà dire… Volava a circa 10 metri altezza”.
Bassissimo. Lo poteva vedere bene quindi.
“Lo vedevo benissimo. Era di colore scuro, e non sembrava fatto di metallo, ma di ghisa. Sotto si vedeva tutta una ramificazione. Come quella che si trova dentro un telecomando”.
Un circuito stampato…
“Non lo so come si chiama. Ma era come uno di quelli. Solo che era nero. Con sopra delle lucette piccole piccole. Leggerissime, che quasi non si vedevano. Sotto era tutto ricoperto da questa ragnatela”.
Era vicinissimo se poteva vedere tutti questi particolari.
“Si, molto vicino. A un certo punto è volato ad altezza dei lampioni di Viale Adriatico. Ha fatto un paio di movimenti molto veloci ad angolo retto, e poi è andato in direzione della base militare, quella davanti ai vigile del fuoco. Sempre volando molto basso. Poi ha fatto di nuovo dei movimenti ad angolo retto, sempre velocissimi, ed è volato via in direzione del mare. E’ stato un attimo, e non l’ho più visto.”
Che rumore faceva?
“Nessun rumore. Zero assoluto”.
Che sensazioni aveva in quel momento? Aveva paura?
“Io stavo tranquilla. Io ho avuto paura solo quando ha cominciato a diventare grande. Ma poi mi sono tranquillizzata. A quel punto, quando avevo la mano sulla maniglia è come se si fosse fermato tutto. Ho avuto la sensazione che loro mi vedessero, che mi vedessero dentro. Era come se mi scandagliassero. E poi ho visto che sono andati via”.
Ripensa spesso a quell’episodio?
“Si, e ci penso con un senso di timore. Non è proprio di paura, ma è il pensiero di non sapere che cosa sia veramente successo quella notte”.
Si spieghi meglio
“Io ricordo solo che stavo con la mano sulla maniglia, con questo grande oggetto volante a pochi metri sopra di me. Nei miei ricordi è passato pochissimo tempo prima che l’UFO scomparisse in direzione del mare. Ma io non so il tempo che è passato realmente. Poteva essere un attimo, come poteva essere molto di più. E non so cosa sia successo in quel poco o tanto tempo. Non so neanche se sono realmente rimasta tutto il tempo ferma vicino alla macchina. Non sono sicura di nulla. Io mi ricordo quell’episodio come se fosse adesso. Ma di quei precisi momenti non ricordo nulla. Ho un buco di memoria. La mia sensazione è che da quel momento è come se loro sappiano tutto di me, e che mi conoscano bene. L’impressione è che loro sappiano dove abito, perché ogni tanto mi sento osservata. Capisce il mio problema? Come fai a dire una cosa del genere a qualcuno senza essere presa per pazza?”.
Mi ha detto che non aveva mai avuto altre esperienze di questo tipo prima. Ne ha avute altre in seguito?
“Si. Da allora ho avuto molti avvistamenti, ma purtroppo non ho nessuna foto come prova. Una delle più significative l’ho avuta proprio a Cerveteri. Stiamo parlando di qualche anno fa. Forse quattro. Era di mattina e mi trovavo a Piazza delle Roselle, in giro per negozi. Ad un certo punto ho visto che alcune persone che si trovavano li, stavano guardando verso il cielo. Ho alzato lo sguardo anche io, e ho visto in cielo un oggetto volante a forma di piatto. Era di colore argento, ed era illuminato dai raggi del sole. Era fermo, ma girava su se stesso”.
Quanto era grande?
“Era delle dimensioni della luna piena, più o meno”..
Da quello che ho capito, altre persone lo hanno visto? Non ne avete parlato tra di voi?
“Sicuramente lo hanno visto almeno una decina di persone. Però io sono andata via senza parlare con nessuno”.
Forse qualcuno se lo ricorderà, e potrà riconoscersi in questo racconto. Magari ci può chiamare in Redazione per raccontarci la propria esperienza.
“Un altro avvistamento importante è stato in una sera d’inverno. Stavo chiudendo la finestra della cucina e ho visto due palle grandi che sembravano cadere. Non erano come le stelle cadenti, perché erano grandi. Grandi come la Luna. Scendevano verso il basso molto velocemente. Prima una e poi l’altra”.
Di: Giovanni Zucconi
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